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La strage di Ciclisti continua, difficile difendersi.

 
Chi ha inventato questo sito pedala da 40 anni, 200.000 Km percorsi sulle strada più trafficate di Milano e Brianza é testimone dell'imbarbarimento dei rapporti che ci sono sulla strada.

Sino alla fine degli anni 90 mi sentivo sicuro: ho percorso, anche di sera e con la nebbia, le strade più infernali di traffico, mi sentivo rispettato, ma oggi é cambiato tutto.

Ti sorpassano a pochi centimetri, spesso con occhi e mani sul cellulare, magari sotto l'effetto di droga o alcol e ancora ci stupiamo che sono tanti Ciclisti uccisi.

Su questo sito sono state descritte le principali strategie per difendersi sulla strada, ma oggi, causa il diffondersi di stili di guida dell'auto irresponsabili si dimostrano in parte inadeguate perché il Ciclista non può difendersi dai pericoli che vengono 'da dietro'.

Il cambiamento epocale che ho colto stando sulla strada in tutti questi anni é dato dal forte aumento di rischio di essere investiti dalle auto che stanno dietro il Ciclista e poi lo sorpassano. In passato quando gli occhi e il cervello di chi guidava era solo concentrato nella guida e c'era più rispetto tra gli esseri umani i rischi di essere investi da dietro erano praticamente inesistenti, gli incidenti maggiori avvenivano agli incroci per mancata precedenza dell'auto nei confronti del Ciclisti ma in questi casi il ciclista ha possibilità di evitare di essere investito se impara a prevedere i comportamenti di chi ha davanti.

Oggi, invece, i maggiori rischi per il Ciclista vengono dalle auto che lo sorpassano troppo da vicino per cui alla minima sbandata c'é investimento e poi perché alcuni automobilisti, intenti a fare dell'altro, anziché guardare la strada, il Ciclista proprio non lo vedono e gli vanno addosso.

L'unico consiglio che oggi mi sento di dare di fronte a questa nuova situazione é quella di evitare di percorrere strade trafficate e cercare strade secondarie, possibilmente a carreggiata larga che consentano all'automobilista di sorpassare il Ciclista senza toccare lo sterzo.

Per arginare il problema i governanti continuano ad aumentare le pene, di più non possono fare, ma ciò non ha effetto sulla riduzione del fenomeno perché alla base c'e un cambiamento antropologico dei rapporti tra gli esseri umani che va ben oltre quello che si vede sulla strada.

Oggi l'altro, una volta si diceva il 'prossimo', viene visto come un ostacolo alla espressione del proprio io e non come un essere umano degno di attenzione e rispetto. Come si é arrivati a questo?

Chi scrive qui non é uno psicologo ma si é fatto la convinzione che alla base ci sia una mistura di fattori quali l'incessante progresso tecnologico che fa ritenere all'uomo di essere autosufficiente, la perdita del senso del bene e del male, il diffuso benessere materiale che porta gli essere umani dei paesi sviluppati a voler soddisfare qualsiasi desiderio e capriccio, la caduta della comunicazione 'de visu' dove guardi negli occhi la persona con cui parli sostituita dal contatto mediato dai vari devices.

Tutto ciò ha prodotto un distacco tra le persone perché siamo sempre più concentrati su noi stessi e a vedere come un nemico chiunque ostacoli il raggiungimento dei nostri obbiettivi, anche banali, come la ricerca di un parcheggio per l'auto. Fortunamente questa analisi impietosa riguarda solo una parte della società perché la grande maggioranza delle persone riesce ancora a intrattenere relazioni umane positive ma occorre avere la consapevolezza della pericolosa crina che le cosiddette società avanzate stanno prendendo. E una inversione di tendenza che non può certo avvenire dalle leggi e dai governi ma deve partire da noi stessi.


Riferimenti:
 
Link_to=http://www.repubblica.it/motori/sezioni/sicurezza/2017/11/09/news/incidenti_stradali_troppi_morti_sulle_nostre_strade-180634707/?refresh_ce

 
Link_to2=http://www.ilcittadinomb.it/stories/Cronaca/in-auto-in-bici-e-pure-in-scooter-tutti-usano-lo-smartphone-indagine-shock-d_1261004_11/

 
Link_to3=https://www.teleborsa.it/News/2017/11/20/in-arrivo-sospensione-patente-per-chi-guida-utilizzando-lo-smartphone-91.html#.WhKUNyRryG8
 
 

Articolo 2750 aggiornato al 2019-09-18

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