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A quale velocità massima possono circolare le biciclette?

 
La bicicletta quando circola sulla strada veicolare soggiace agli stessi limiti di velocità di tutti gli altri veicoli.

I problemi sorgono quando la bicicletta circola sulle piste ciclabili o ciclopedonali perché il codice della strada non dice nulla di specifico in merito.Esso si occupa di piste ciclabili solo nell'articolo 182 comma 9 per affermare che quando sono presenti, il Ciclista deve farne uso, tutto il resto é affidato ai Comuni che a loro volta fanno riferimento a circolari o chiarimenti dei ministeri emanati per regolamentare la realizzazioni di piste ciclabili ma anche in questi documenti sono praticamente inesistenti i riferimenti ai limiti di velocità.

E' di tutta evidenza che se il ciclista pedala su una ciclo pedonale, affiancata da una strada veicolare, poniamo con limite di velocità di 50 Km/ora o 70 Km/ora deve muoversi molto al di sotto di tali limiti per non rischiare di mandare al cimitero i Pedoni che si dovessero trovare sul percorso del Ciclista.

Quanto debba essere la velocità massima sulle piste ciclo pedonali é scritto nella Circolare esplicativa del decreto interministeriale in data 6 luglio 1992, n. 467, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 285 in data 3 dicembre 1992, avente per oggetto: Regolamento concernente l'ammissione al contributo statale e la determinazione della relativa misura degli interventi per la realizzazione di itinerari ciclabili e pedonali nelle aree urbane in attuazione dell'art. 3, comma 2, della legge 28 giugno 1991, n. 208. (GU Serie Generale n.84 del 10-04-1993) che al punto 3.7 recita:

3.7. I ciclisti, in transito anche su corsie a loro riservate, sono
tenuti a rispettare tutte le limitazioni di velocità' imposte per i
veicoli a motore, comprese quelle inerenti a particolari zone di aree
urbane (zone a traffico pedonale privilegiato, con limite di
velocità' pari a 30 km/h). Specifiche limitazioni di velocità', per
singoli tronchi di piste ciclabili in sede propria, dovranno essere
adottate in tutti quei casi in cui le caratteristiche piano-
altimetriche del tracciato possano indurre situazioni di pericolo ai
ciclisti, specialmente qualora sia risultato impossibile rispettare i
criteri e gli standard progettuali precedentemente indicati (per
strettoie, curve a raggio minimo precedute da livellette in discesa,
ecc.). Nel caso in cui la circolazione ciclistica sia consentita in
promiscuo con i pedoni (su strade pedonali e su marciapiedi), i
ciclisti debbono procedere ad una velocità' tale da evitare
situazioni di pericolo (velocità' generalmente non superiore a 10
km/h).


Da quanto sopra si evince che sulle ciclo pedonali non si può pedalare ad una velocità superiore a 10 Km/ora. A questa velocità, che corrisponde a poco meno del doppio della velocità di un pedone, il Ciclista ha effettivamente la possibilità di arrestare il veicolo per tempo in modo da evitare qualsiasi investimento. Purtroppo questo limite é solo noto agli addetti ai lavori perché non é indicato nel codice della strada e neppure nella segnaletica della stragrande maggioranza delle piste ciclo pedonali le quali sono quasi sempre prive della segnaletica relativa alla velocità delle biciclette.

E sulle piste ciclabili ad uso esclusivo del Ciclista quale é il limite di velocità? Qui la faccenda si fa ancora più complicata perché il sopraccitato articolo 3.7 riterrebbe possibile circolare alla velocità dei mezzi a motore quindi non esclude, in via teorica, che una bici possa muoversi ad una velocità molto elevata. Peccato che in Italia i Pedoni sono soliti muoversi non solo sulle piste ciclo pedonali ma anche su quelle riservate ai Ciclisti e il fatto che sulla pista non sia indicato un limite di velocità non legittima il Ciclista a muoversi secondo la segnaletica stradale perché se investe un Pedone ha torto.

Allora, a quale velocità dovrebbe andare il Ciclista su una pista ciclabile ad uso esclusivo sulla quale non fosse indicato un limite di velocità? Se il Ciclista non supera i 10 Km/ora, per quanto detto sopra è inattaccabile. Come già detto nell'art.3.7 in assenza di uno specifico limite di velocità, che quando é presente é di 20 Km/ora, il Ciclista potrebbe andare anche più forte di 10Km/ora previsto nelle ciclo pedonali ma deve essere consapevole che, in caso di incidente, pende sul suo capo la violazione dell'articolo 140 del codice della strada il quale recita:

1. Gli utenti della strada devono comportarsi in modo da non costituire pericolo o intralcio per la circolazione ed in modo che sia in ogni caso salvaguardata la sicurezza stradale.

Questo articolo applicato alla concreta situazione del Ciclista che pedala su una pista ciclabile riservata non lo esonera dall'obbligo di ispezionare costantemente la strada e adeguare la velocità alle condizioni oggettive del tracciato in modo da potersi arrestare in sicurezza di fronte ad un ostacolo prevedibile per cui, se il Ciclista vede che ci sono dei Pedoni, deve ridurre la velocità in modo da essere pronto a fronteggiare qualsiasi situazione.

Molti Ciclisti pensano che, essendo la pista a loro riservata, possono pedalare anche veloci e in caso di collisione con il Pedone loro hanno ragione: No!

Potrebbero avere ragione solo se riescono a dimostrare che il Pedone é comparso dal nulla davanti alla bici e quindi non é stato possibile evitare l'incidente e che comunque, la sua presenza non era prevedibile usando la normale diligenza, ma se il Pedone fosse già visibile all'orizzonte del Ciclista egli assume la responsabilità dell'investimento, poi, il Pedone, potrebbe venire multato per non aver fatto uso di un marciapiede, se presente, a fianco della pista o sull'altro lato della strada, ma la responsabilità dell'investimento sarebbe tutta del Ciclista.


Riferimenti:
 
Link_to=http://www.ciclistaurbano.net/circolare-31-marzo-1993-n-432.pdf

Articolo 2863 aggiornato al 2020-03-11

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