quello che occorre sapere per usare la bici come mezzo di trasporto e nel tempo libero

MANUALE DEL CICLISTA
Tutto quello che vorresti sapere per andare in bicicletta

 

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ATTRAVERSARE IN BICICLETTA UNA ROTATORIA

Premessa

Questa pagina propone strategie per superare indenne una rotatoria in sella ad una bicicletta. Non é sufficiente per il Ciclista conoscere il codice della strada in quanto le sue ridotte dimensioni in relazione ai mezzi a motore pone problemi aggiuntivi in rotatoria a quelli che normalmente il Ciclista deve affrontare.

Il codice della strada non fornisce nessuna specifica disposizione per le biciclette che transitano nella rotatoria e di conseguenza la bici dovrebbe impegnarla come se fosse un veicolo a motore ma ciò implica perizia ed esperienza che non tutti i Ciclisti possiedono per cui, chi non se la sente di attraversala con la stessa condotta che userebbe se fosse alla guida di una moto o un’auto, è meglio che attraversi la rotatoria sulle strisce pedonali con la bici condotta a mano.

Qui sotto c'e uno stralcio di uno studio condotto in nuova Zelanda sugli  incidenti ai Ciclisti nelle rotatorie totalmente estrapolabile anche all'Italia ove la maggior parte degli incidenti ai Ciclisti in rotatoria sono ascrivibile alle stesse cause. Le tattiche descritte su questa pagina sono finalizzate a ridurre le probabilità di incappare nelle situazioni descritte.

 

... The most common roundabout crash type for cyclists, according to the New Zealand study, involves a motor vehicle entering the roundabout and colliding with a cyclist who already is travelling around the roundabout (generally just over 50% of all cyclist/roundabout crashes in New Zealand fall into this category). The next most common crash type they discovered involves motorists leaving the roundabout, colliding with cyclists who are continuing farther around the perimeter of the roundabout. Designs that have marked perimeter cycle lanes are found by their research data to be even less safe than those without them, suggesting that in roundabouts, cyclists should "take the lane", operating as a vehicle rather than tracking around the perimeter....

I due più comuni tipi di incidente ai Ciclisti nella rotatoria

1) Veicolo a motore che entra nella rotatoria e va addosso al Ciclista che gia é nella rotatoria (in genere poco più del 50% di tutti i incidenti dei Ciclisti in nuova Zelanda avviene in questo modo).

2) L'altro più comune tipo di incidente coinvolge gli Automobilisti che escono dalla rotonda scontrandosi con i ciclisti che stanno continuando a pedalare nella perimetro esterno della rotatoria.

Tracciati ciclabili perimetrali si sono  rivelati ancora più pericolosi rispetto al non fare nulla il che suggerisce che nelle  rotatorie  i Ciclisti devono comportarsi esattamente come fossero un mezzo a motore che sta nell'anello interno quando non esce piuttosto che marciare nel perimetro esterno.

Articolo integrale: http://en.wikipedia.org/wiki/Roundabout#Cycle_facilities_at_roundabouts (Lo studio é nel paragrafo safety)

 

Il codice della strada e la rotatoria

Osserviamo questa esplicativa immagine tratta da un sito di camionisti che mostra come di devono comportare i mezzi che transitano in una rotatoria: anche la bicicletta soggiace alla stesse regole ma con qualche distinzione operativa perché le bici e i Ciclisti piccoli e talvolta poco visibili rispetto ai mezzi meccanici e tale differenza non può non avere riflessi pratici sulla condotta del Ciclista.

Cliccare qui per sapere se conosci le regole del codice della strada applicate alla rotatoria.

 

Requisiti che deve possedere il Ciclista che vuole attraversare senza correre rischi eccessivi una rotatoria

  • Conoscere il codice della strada
  • Aver maturato esperienza di Ciclista in aree trafficate
  • Aver preventivamente visionato, non in bici, le rotatorie particolarmente trafficate per vedere il punto di ingresso e di uscita al fine di gestire al meglio, metro per metro, l'ingresso e i successivi spostamenti all'interno della rotatoria sino ad arrivare all'uscita.
  • Apprendere ed attuare strategie che, per quanto possibile, siano in grado di prevedere e condizionare i movimenti delle auto che gli stanno attorno e di far comprendere agli Automobilisti quando vogliamo rimanere nella rotatoria e quando vogliamo uscire.
  • Indossare giubbino giallo rifrangente a norma di legge. Nel movimento veloce dei mezzi nella rotatoria, la bici ha uno svantaggio connesso alle sue ridotte dimensioni, il giubbino permette di recuperare, almeno in parte, tale handicap perché aumenta in modo consistente la sua visibilità.

Il Ciclista che si sente carente in uno qualsiasi dei punti sopraccitati, il principiante e chi voglia azzerare i rischi é bene che attraversi le rotatorie con la bici condotta a mano, passando sulle strisce pedonali come se fosse un Pedone.

Dove mettersi in attesa di entrare nella rotatoria a doppia corsia di scorrimento?

Il Ciclista esce alla prima uscita

Nella foto a lato viene rappresentata la situazione più semplice perché il Ciclista esce alla prima uscita.

In tal caso é opportuno che, prima di immettersi nella rotatoria, si metta tutto sul lato destro, come quando pedala sulla strada diritta e pedala vicino al marciapiede.

Quando da sinistra non arriva nessun mezzo si immette nella rotatoria come da linea gialla ed esce alla prima uscita.

 

Il Ciclista non esce alla prima uscita

I problema del Ciclista nella rotatoria comincia quando NON deve uscire alla prima uscita rispetto a dove é entrato. L'immagine a lato mostra cosa NON FARE se non si deve uscire alla prima uscita.

Il Ciclista percorre la rotatoria nella corsia esterna.

Egli, percorrendo l'anello esterno senza uscire rischia ogni volta che passa davanti ad una uscita senza uscire perché l'Automobilista che deve invece uscire, nel punto in cui si trova il Ciclista, che invece deve continuare ad impegnare la rotatoria, se non intuisce o non gli viene il dubbio che il Ciclista non voglia uscire assieme a lui, gli può andare addosso.

Se il Ciclista arriva prima della crocetta rossa e NON deve uscire li la cosa più prudente che possa fare a quel punto é fermarsi, guardare indietro ed effettuare il superamento della uscita solo dopo aver verificato che non ci sia un mezzo che sta per uscire.

Manovra suggerita quando il Ciclista non esce alla prima uscita.

Il Ciclista che, come detto sopra, sa già dove deve uscire perché ha visionato preventivamente la rotatoria, ancora prima di immettersi, si porta tutto verso sinistra in modo da puntare subito verso la parte interna della rotatoria 0.

La percorre stando vicino al cordolo e comunque ad una distanza che impedisca ad una macchina di infilarsi tra lui e il cordolo e passa dinnanzi alla uscita(e) dove non deve uscire 1 e subito dopo a stende il braccio verso destra (E' la sua freccia) per far vedere a tutti che deve uscire e senza manovre brusche inizia ad allontanarsi dalla parte interna della rotatoria per puntare verso l'uscita 3 mantenendo il braccio disteso sino al punto b quando cioé ha imboccato l'uscita. Facciamo ora un passo indietro per vedere cosa succede quando egli passa davanti alla uscita(e) dove non deve uscire e le auto che arrivano devono dargli la precedenza.

Appena superato il punto a il Ciclista passa dinnanzi all'auto che sopraggiunge al punto 2 il cui Autista vede una cosa che si muove sulla rotatoria che non é una macchina ma una bici. Dato che non é detto che l'Automobilista sia disposto a dargli la precedenza come il codice impone perché alcuni soggetti sono convinti che la bici, essendo piccola, ha meno diritti delle auto, allora il Ciclista può fare un gesto con la mano destra per chiedere l'arresto del mezzo oppure usa la psicologia mettendo in atto i seguente due atteggiamenti netti e contrapposti dipendenti dalla situazione:

Far finta di non vedere l'auto. Se l'auto che sta affacciandosi all'ingresso 2 non va molto forte e sembra rallentare, abbassa la testa e fa finta di non averla vista, con tale atteggiamento rappresenta la determinazione di andare avanti (osservando però con la 'coda dell'occhio' se l'auto si ferma effettivamente). Di solito questo atteggiamento rafforza la decisione dell'Automobilista a fermarsi.

Guardare fisso negli occhi l'Automobilista che gli deve dare la precedenza se l'auto che giunge al punto 2 va forte e appare non avere intenzione di fermarsi per dare la precedenza ad una bicicletta.

Qui il Ciclista deve essere pronto a tutto, quindi, mentre cerca di incrociare gli occhi di chi si trova al posto di guida in modo da acquisire almeno il fatto che l'Automobilista l'abbia visto mantiene le mani sui freni rappresentando la sua volontà di non rallentare continuando a guardarlo negli occhi: se egli deliberatamente non si ferma, il Ciclista frena , lo lascia passare e lo manda a quel paese.

Riassumendo: quando il Ciclista non esce alla prima uscita si muove sulla corsia interna della rotatoria, vicino al cordolo e la percorre sino a quando transita dinnanzi alla uscita che precede quella dove lui vuole uscire: da quel punto distende il braccio verso destra e punta gradualmente verso l'uscita attuando la sopradescritta strategia di condizionamento degli Automobilisti ogni volta che passa davanti ad un ingresso dove deve ottenere la precedenza.

 

Perché il Ciclista che vuole percorrere l’anello interno della rotatoria a doppia corsia  è opportuno che entri tutto a sinistra? (Posizione 0 foto sopra)

Perché egli entra in rotatoria quando da sinistra non arrivano auto e quindi raggiunge in assoluta sicurezza l’anello interno. Se dietro al ciclista o alla sua destra ci fosse una o più auto che entrano in rotatoria non costituiscono un pericolo perché la sua traettoria punta diritto al cordolo mentre l'auto o le auto staranno più sulla destra. Raggiunto il cordolo, il Ciclista è certo che nessun mezzo a motore, durante il tragitto nella rotatoria,  lo può superare dalla sinistra e per quel tratto é come se avesse un marciapiede fittizio a sua protezione.

Quando il Ciclista deve abbandonare tale posizione per avvicinarsi gradualmente all’uscita, manovra che va condotta con decisione e senza tentennamenti, il Ciclista  non corre eccessivi rischi perché i mezzi a motore la bici c’e hanno davanti con il Ciclista che stende il braccio destro per manifestare lo spostamento di corsia e ciò non da luogo a fraintendimenti sulla direzione del Ciclista.

Se il Ciclista entrasse tutto a destra, come quando deve uscire alla prima uscita, non basta che egli si immetta quando da sinistra non arrivano auto perché durante i secondi che intercorrono tra l'ingresso in rotatoria e il raggiungimento del cordolo, potrebbe entrare in velocità un automezzo dalla corsia dalla quale egli é entrato e andargli addosso.   In sintesi la manovra proposta é composta da tre fasi ben distinte e replicabili in qualsiasi tipo di rotatoria quando il Ciclista non deve uscire alla prima uscita.

1 INGRESSO: Il Ciclista si dirige vicino al cordolo della rotatoria.

2 TRANSITO Il Ciclista pedala nella rotatoria vicino al cordolo, eventuali auto lo possono sorpassare solo sul lato destro senza coglierlo di sorpresa.

3 USCITA Il Ciclista appena superata la uscita che precede quella dalla quale egli vuole uscire stende il braccio destro e dopo qualche secondo, inizia ad allontanarsi dalla parte centrale della rotatoria dirigendosi gradualmente verso la uscita. Il braccio va mantenuto disteso sino all'imbocco della uscita.

L'immagine sotto riassume quanto scritto qui e mostra la traiettoria di un Ciclista che vuole uscire alla seconda uscita rispetto a dove é entrato, se egli volesse uscire alla terza o quarta o quinta uscita continua a pedalare vicino al cordolo sino alla uscita che precede l'uscita dove vuole uscire e poi si comporta come da fase 3.

Rotatoria_bicicletta

ATTENZIONE 1: CON SCARSA VISIBILITA' AFFINCHE' IL BRACCIO DISTESO PER INDICARE LA DIREZIONE SIA BEN VISIBILE OCCORRE CHE AI POLSI SIA PRESENTE UNA FASCIA RIFRANGENTE O OGGETTO LUMINOSO EQUIVALENTE.

ATTENZIONE 2: STARE ALLA LARGA DAI CAMION IN ROTATORIA PERCHE' DAL POSTO DI GUIDA L'AUTISTA POTREBBE NON VEDERE UNA BICI CHE GLI STA VICINO.Cliccare qui per saperne di più.

ATTENZIONE 3: ROTATORIE ANOMALE

Per rotatorie anomale qui si intende quelle presenti lungo strade di grande comunicazione, tipicamente strade statali e provinciali. In queste situazioni il traffico di attraversamento della rotatoria é quasi esclusivamente rappresentato dalle auto presenti sulla arteria principale. Il traffico che interseca longitudinalmente tale flusso é dato dalla viabilità locale che rappresenta una piccolissima parte del traffico principale. Da ciò ne discende che gli automobilisti che attraversano la rotatoria sulla strada  avente la prevalenza del traffico, ‘scommettono’ che non dovranno fermarsi per far passare un’auto perché, come detto sopra,  sono molto poche quelle che intersecano il flusso principale e quindi solo gli automobilisti più prudenti rallentano  per essere pronti a fermarsi nel caso si presenti un’auto a cui dare la precedenza ma la maggioranza attraversa la rotatoria come se essa non esistesse, senza ridurre la velocità. Chi si trova ad attraversare tali rotatoria immettendosi dalla viabilità secondaria, anche se fosse a bordo di un’auto spesso ha il problema ad ottenere la precedenza, figuriamoci se fosse in sella ad una bicicletta!

In questa situazione le strategie descritte in questa pagina servono a  poco o nulla per ottenere la precedenza e quindi il Ciclista che  attraversa queste rotatorie provenendo dalla viabiilità secondaria affronta  un supplemento di rischio e sta a lui decidere se evitarle facendo percorsi alternativi o attraversarle a piedi con la bici condotta a mano.

Rotatoria a una sola corsia di scorrimento

Queste rotatorie si differenziano tra loro in funzione della dimensione longitudinale della carreggiata: si passa da carreggiate molto larghe, che le fanno assomigliare a rotatorie a doppia corsia di scorrimento vista al punto precedente, a rotatorie molto piccole aventi una dimensione della carreggiata che consente il passaggio di una sola auto.

Il Ciclista può affrontate anche queste rotatorie con la stessa strategia già illustrata per le rotatorie a doppi corsia. Nelle rotatorie piccole o molto piccole, dove due auto affiancate non possono circolare il Ciclista può adottare una diversa strategia di seguito descritta perché in tali rotatorie, una volta che il Ciclista é entrato, non può essere sorpassato per mancanza di spazio sia perché é vietato fare sorpassi nelle rotatorie ad una sola corsia di scorrimento. In queste rotatorie la primaria cautela che il Ciclista deve adottare é all'ingresso perché deve far comprendere all'auto che gli sta dietro e sta per immettersi nella rotatoria dietro al ciclista, che il ciclista vuole percorrerla e non uscire subito perché in tal caso come già visto non ci sono problemi.

Sotto é rappresentata una rototoria a singola corsia con dimensione della carreggiata relativamente stretta e mostra quale comportamento potrebbe adottare il Ciclista.

rotatoria

 

 

Il Ciclista esce alla prima uscita

Il Ciclista si comporta esattamente come visto sopra nella rotatoria a doppia corsia e cioé egli entra stando tutto sulla destra e pedala in quella posizione sino alla uscita.

 

 

Il Ciclista NON esce alla prima uscita

A differenza della rotatoria a doppia circolazione vista sopra ove il Ciclista si spostava preventivamente tutto sulla sinistra prima della immissione in modo da poterla percorre nella parte interna sino a giungere in prossimità dell'uscita, qui é sufficiente che stia un pò verso il centro della corsia di ingresso, l'esperienza di scrive questa pagina consiglia di stare all'immissione a circa 1/3 circa della dimensione longitudinale della carreggiata.

Perché il Ciclista deve immettersi ad 1/3 della carreggiata?

Come già detto sopra i problemi per i Ciclisti che impegnano una rotatoria dipendono dalla disparità di dimensioni e velocità della bici rispetto ai mezzi motorizzati che inducono molti Automobilisti a sorpassare la bici da tutte la parti anche perché talvolta fraintendono le intenzioni del Ciclista.

Il Ciclista deve poter riuscire, invece, a far comprendere a chi sta dietro, appena é entrato, dove vuole dirigersi .

Immettersi più spostato verso il centro della carreggiata di immissione, serve a far comprendere, all'Automobilista che sta dietro, che il Ciclista vuole percorrere la rotatoria e non uscire subito perché in tal caso non avrebbe senso mettersi con la bici verso il centro.

Quando il Ciclisti non adotta questo accorgimento e entra stando tutto a destra ma NON vuole uscire alla prima uscita si espone ai rischi già visti e cioé chi sta dietro pensa che egli debba uscire subito e magari gli taglia la strada perché l'auto, si, vuole uscire subito.

Anche in questa situazione vale il principio che se il Ciclista non ha potuto entrare stando verso il centro della carreggiata ma entra tutto a destra arriva alla prima uscita, si ferma, guarda indietro e riparte verso la successiva uscita quando non arrivano mezzi.

Durante la circolazione nella rotatoria a singola carreggiata, non molto larghe, il Ciclista sta nel mezzo, come fosse una Automobile, ed inizia progressivamente (senza manovre brusche) ad avvicinarsi all'uscita dopo aver disteso il braccio verso destra che rappresenta la sua freccia.

PEDALARE DI SERA IN UNA ROTATORIA

I rischi si moltiplicano e raggiungono l'ennesima potenza per qui Ciclisti che sciaguratamente non hanno ancora capito che con il buio bisogna usare qualsiasi mezzo per risultare ben visibili nel traffico e sopratutto nelle rotatorie.

Il Ciclista che di sera ha già impegnato la rotatoria e la sta percorrendo dinnanzi ai vari ingressi presenta alle auto che gli devono dare la precedenza non la parte anteriore o posteriore della bici ove (si spera) c'e acceso l'impianto di illuminazione della bici e magari dei catarifrangenti posteriori.

Egli presenta il fianco e pertanto la luce anteriore non risulta visibile all'auto che si immette mentre la posteriore si vede solo in alcuni modelli da ciò ne deriva la sua scarsa visibilità se non dispone altro per farsi vedere.

E' quindi imperativo che il Ciclista che percorre una rotatoria di sera abbia almeno questa configurazione di visibilità, ma non ci sono limiti alla creatività:

Il Ciclista quando pedala con il buio in mezzo al traffico deve essere molto visibile perché venga distinto tra le macchine

Ecco una soluzione fai- da- te per aumentare la visibilità di sera.

Da un foglio di carta rifrangente si tagliano due strisce sulle quale si incolla del velcro. Tali anelli si devono mettere sui polsi per rendere visibile il braccio del Ciclista quando si estende per indicare i suoi spostamenti sulla rotonda.

Si possono mettere anche sulle caviglie che oltre a rendere ulteriormente visibile il Ciclista, fasciando la parte terminale dei pantaloni, evitano rotture o imbrattamenti d'olio degli stessi per quei Ciclisti che pedalano con gli stessi pantaloni che indossano sul posto di lavoro.

A lato ci sono degli anelli rifrangenti disponibili in commercio per fasciare le caviglie. Cliccare qui per saperne di più

A lato é mostrata una soluzione innovativa di forte visibilità non disponibile in Italia che viene mostrata per validare che non é infondata l'insistenza sul fatto che il Ciclista che pedala con il buio deve farsi vedere in tutti i modi.

Anche la soluzione fai da te, come si vede dalla foto a lato, é efficace per farsi vedere quando c'e poca luce.

La stessa carta rifrangente si può usare sul casco, sui pedali, sul canotto della sella, sui raggi. Non ci sono limiti a dove metterla, l'importante é farsi vedere tra le macchine e Camion!

 

Usare lo specchietto aumenta la sicurezza

Lo specchietto retrovisore é molto utile nella fase di immissione nella rotatoria quando il Ciclista deve decidere se entrare tutto a sinistra,   tutto a destra  o a  1/3 della corsia di ingresso.  Lo specchietto gli permette di vedere in anticipo  la situazione dei mezzi che ha dietro e regolarsi di conseguenza per lo spostamento all’interno della corsia. Val la pena ricordare che la bicicletta, alla pari di qualsiasi mezzo di trasporto, può impegnare tutta la corsia, all’occorrenza. Per saperne di più cliccare qui e qui.

Cosa fare se la situazione della rotatoria ci fa paura?

In talune rotatorie, tipicamente nelle zone di svincoli autostradali o di strade di grande comunicazione, la bicicletta appare come  vaso di coccio in mezzo a tanti vasi di ferro nel senso che é in mezzo ad un mare di auto che la sorpassano da tutte le parti e la cosa ingenera fondati timori che ci venga a sbattere contro qualche auto. Se poi é buio e/o piove o c'e nebbia una raccomandazione al proprio santo protettore é opportuna.

Se non vogliamo rischiare la dobbiamo attraversare a 'spicchi' diciamo come farebbe un Pedone: ci approssimiamo ad una uscita della rotatoria in bici o con la bici condotta a mano superiamo la prima uscita, ci avviciniamo alla seconda e facciamo lo stesso sino ad arrivare ad imboccare la nostra uscita.

E' un provvedimento estremo ma salviamo la pelle.

Arrivati a casa studiamo sulla cartina geografica un altro percorso, magari anche un pò più lungo ma che ci consente di evitare questa pericolosa rotonda.

Attenzione ai restringimenti delle strade quando si immettono nella rotatoria a singola corsia.

Onde impedire l'ingresso affiancato di due auto nelle rotatorie a singola corsia la strada si restringe progressivamente sino all'imbocco della rotatoria. In talune rotatorie la strada che si immette si stringe sino a raggiungere una dimensione tale per cui una bici + un auto non possono passare affiancate o se ci passano non c'é un'adeguata distanza di sicurezza: o passa la bici o passa l'auto.

Tutto ok se sulla stessa carreggiata si trovano solo auto ma se in corrispondenza di tale restringimento c'e un'auto e una bici chi passa?

 

E' ovvio che l'Autombilista che sopraggiunge dopo la bici dovrebbe rallentare, lasciare transitare la bici nella strettoia e solo quando é uscita dalla strettoia passare.

Questo in teoria ma in pratica il Ciclista che pedala con lo specchietto vede che l'auto che arriva dietro appena vede che la bici sta per immettersi nella strettoia accelera per passare prima. Poi c'e un'altra parte di Automobilisti che non si pongono neppure il problema: passano nella strettoia a pochi centimetri dalla bici e se per caso dovessero urtare il Ciclista? Peggio per lui poteva andare in macchina e non sarebbe andato all'ospedale. Per tentare di far rallentare l'auto dietro in tali casi il Ciclista può mettere in campo il trucco della finta sbandata.

Rotatorie e piste ciclabili non comunicano

La massiccia diffusione di rotatorie mette in difficoltà i Ciclisti. La altrettanto massiccia diffusione di spezzoni di piste ciclabili che avrebbero lo scopo di aumentare la sicurezza dei Ciclisti molto spesso terminano  dinnanzi ad una rotatoria  e il Ciclista si trova nel dilemma se attraversarla come fosse un automobilista esponendosi ai rischi  visti sopra  o scendere dalla bici e attraversarla come fosse un pedone sulle strisce pedonali.
 
La rotatoria azzera la sicurezza che il Ciclista avrebbe conseguito pedalando sulla pista ciclabile il che equivale a dire che se non avessero riempito  l’Italia di rotatorie  e piste ciclabile sottraendo e cementificando una bella fetta di territorio non sarebbe cambiato nulla per il Ciclista.


Chi inizia a pedalare oggi non può che prendere atto della attuale situazione ma chi  pedala da tempo sa che l’assetto viabilistico sino agli anni 90, quando non si sapeva neppure cosa erano le piste ciclabili e le rotatorie erano presenti solo nelle grandi piazze   era  più favorevole al Ciclista perché pedalare ed avere sempre sulla destra  il ciglio della strada o un marciapiede è più sicuro che transitare tra le forche caudine di una rotatoria dove il Ciclista deve mettersi totalmente in gioco e non ha una zona franca che lo protegga.

Quando non c'erano ne rotatorie ne piste ciclabili il Ciclista che pedalava vicino al marciapiede o al ciglio della strada viaggiava sicuro, le strade erano larghe perché non dovevano, come ora, essere ristrette per far posto alle piste ciclabili segregate da cordoli e i pericoli che gli venivano da dietro erano insignificanti perché le auto avevano quasi sempre abbondanza di spazio per superare in sicurezza il ciclista.

Giunto all'incrocio, semaforizzato o no, il Ciclista decideva lui quando superarlo, era, a suo modo, padrone della sua sicurezza, non era in balia di nessuno come oggi quando entra in una rotatoria.

Eppure esisterebbe qualche alternativa all'attuale tendenza. In molti stati Americani ma anche della Europa dell'Est , ad esempio, le rotatorie sono pochissime e i Ciclisti viaggiano in strada su una linea (LANE) a loro dedicata e li le cose vanno molto meglio per i Ciclisti, come da noi, qualche decennio fa.

Riferimenti

Comportamento in rotatoria per tutti gli utenti http://www.ilcarrozziere.it/blog/2014/10/le-rotatorie-come-sono-fatte-e-come-vanno-utilizzate/

Classico incidente in rotatoria dovuto ad imperizia del Ciclista: http://www3.lastampa.it/i-tuoi-diritti/sezioni/responsabilita-sicurezza/news/articolo/lstp/469237/ (Commento)

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snpen&id=./20120731/snpen@s40@a2012@n30955@tS.clean.pdf

(Sentenza originale)

 

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